Sacre Coeur

Sacre Coeur

9.9.1999 – teatro pellegrinaggio

rappresentato sui due versanti dello Schneeberg – Monteneve fino alla forcella a 2.678 metri. Evento teatrale della durata complessiva di 13 ore

Sacre Coeur, il teatro come catarsi

Vipiteno – Immaginatevi un severo teatro di prosa di fine ottocento, matrone ingioiellate in platea e un dramma a tinte fosche sulla scena. Fatto? Bene, ora immaginatevi tutto il contrario e avrete un’idea di “Sacre Coeur”, probabilmente una delle più originali e interessanti produzioni artistiche provinciali in questi anni. Lo spettacolo ha vissuto la sua prima – ed unica – rappresentazione il 9.9.99, sviluppandosi attraverso le valli, i monti e le gallerie del comprensorio di Masseria/Ridanna, a pochi chilometri da Vipiteno.

Il progetto arriva ad affascinare non appena alla componente naturale si unisce l’elemento recitativo: costretti a lottare per non essere soffocati da fondali dalla maestosità non riproducibile, gli attori rinunciano a dare battaglia contro il titanico antagonista, scegliendo così di allearsi con esso a tutto vantaggio dello spettatore. Prende forma, così, un esperimento che affascina e stimola, sorprende e atterrisce, abbattendo d’un colpo una serie di stereotipi: nove singoli spettacoli che, opportunamente collegati fra di loro attraverso un gioco di rimandi incrociati, con-corrono a plasmare un ciclo di reincarnazione/resurrezione spirituale. Tema principale di tale “wirrwarr” atemporale è la (ri)scoperta, da parte dell’umanità, del primitivo “linguaggio del cuore”, codice di comunicazione accessibile a chiunque e, di conseguenza, strumento di parificazione e di unione.

A tale ricerca fanno da contrappunto riflessioni di respiro universale riguardo, ad esempio, ai sottili meccanismi del potere, alla figura della madre oltre il tessuto sociale, a un millenarismo intellettuale che ricorda da vicino “l’ansia per la fine” che fu di Euripide. Il tema classico, con l’utilizzo “riveduto e corretto” dello spazio scenico in una cornice naturale, è soltanto una delle innumerevoli fonti alle quali “Sacre Coeur” pare attingere: fra omaggi alla tradizione popolare, suggestioni kubrickiane, metamorfosi degne del miglior Kafka, trasposizioni oniriche, si fa spazio l’essenza stessa dell’arte teatrale, il “sacro fuoco” che conduce la catarsi. (Luca Cardarelli – Il Mattino dell’ Alto Adige)

con 

Rajeta teatro Mestre:
Paola Brolati, Enrico Corradini,
Sara Zambelli, Monica Gori, Sandra Ban,
Eleonora Goattin, Andrea Pizzato,
Adolfo Zilli, Sally Simonetto,
Damiano Cecchelin
Tammurriata Sacre Coeur:
Alessandro D’Alessandro, Maurizio Floridia
Corporalmente:
Iosu Lezameta, Sonia Maboni
Escurial:
Hugues Louagie, Christoph Vincent, Hans
Insulander, Carine Challanges,
Goubi Patois, Odile Ribiere,
Aude Giannerini
Geschichtenerzählerin Innsbruck:
Barbara Weger
Il ragno e la preda:
Paola Martina, Giorgio Loner
Sacre Coeur:
Alessandro Carbucicchio, Evi Unterthiner, Letizia Aguanno

ideazione e regia Giovanni Zurzolo
organizzazione Christine Perri, Rosy Egger
documentazione video Andrea Ruzzenenti

con la collaborazione Museo delle Miniere del Comprensorio Val Ridanna

con il contributo
Provincia Autonoma di Bolzano

DICONO DELLO SPETTACOLO – DELL’ESPERIENZA

Giorgio LonerTESTO

Paola BrolatiTESTO

Hermann SchölzhornTESTO

Iosu LezametaTESTO

Paola MartinaTESTO

Alessandro CarbuccichioTESTO

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