La pietra del tempo

La pietra del tempo

allestito e rappresentato nel Parco Cardeto Ancona, tra faro vecchio, cimitero ebraico e bastioni 

coinvolgimento della comunità sulla tematica della memoria e valorizzazione del patrimonio storico-culturale del territorio 

Anno 2007: la collina di un verde intenso a picco sul mare che orizzonta l’altra sponda dell’Adriatico, la roccia ruvida di una vertiginosa falesia, i resti di mura e bastioni cinquecenteschi, la memoria di sontuose dimore del potere e della tirannia e di antichi monasteri. E poi le lapidi, un mare di lapidi che si stende sopra il mare di acqua, un mare che racconta di diverse migrazioni ebraiche che ad Ancona hanno trovato approdo nei secoli. Suoni e nomi che vengono da lontano: sefarditi, askenaziti. Una distesa a perdita d’occhio di cippi bianchi, semplici o decorati, ma tutti “parlanti” con le loro epigrafi.

Lapidi che sono eloquenti ponti tra i vivi e i morti, che si sollevano dalla vegetazione bassa del Cardeto fondendosi con i profumi delle ginestre e del mirto. È questa la materia viva su cui i 25 cittadini attori/attuanti, attraverso un laboratorio residenziale hanno lavorato per l’intera estate del 2007.

Le epigrafi hanno preso volto, sono diventate persone e poi ancora personaggi, creando storie nelle storie che si intrecciavano tra loro, come con i rami e gli alberi e con la natura tutta del parco. Tutto era scena e racconto nello stesso tempo. Nulla restava fuori. C’era la luce del cielo che si contrapponeva alle storie delle anime dissepolte, c’era il rumore del mare che entrava nel racconto degli sbarchi dei migranti, e poi c’erano le voci, i canti, i cori, i passi.

Ci siamo mossi in tanti tantissimi nei sentieri del Cardeto… una scia umana, intere famiglie e gruppi che camminavano guidati e accerchiati dai 25 protagonisti del racconto itinerante. E anche noi spettatori ci siamo resi conto, dopo i primi venti metri, che eravamo essenziali, che non eravamo lì per godere di uno spettacolo, ma che eravamo noi stessi lo spettacolo.

Alessandra Panzini – TESTO COMPLETO

RECENSIONI

TESTO – Gemma Scarponi

con: 25 cittadini più musicisti e un coro
ideazione e regia Giovanni Zurzolo
consulenza artistica Evi Unterthiner 
organizzazione Alessandra Panini
coro Corale Orlandini
foto Riccardo Mencarelli

in collaborazione con: 
Comune di Ancona, Associazione L’Acchiappasogni di Falconara 

Altri progetti di teatro territorio nelle Marche:

2006 - Le lavandaie e i panni sporchi
allestito e rappresentato all’ansa del Fiume Esino - Falconara Marittima 

2005 - Arlucea Arlucea
allestito e rappresentato tra le colline di Falconara Marittima e Camerata Picena

2004 -Racconti raccolti sull’argine
allestito e rappresentato alla Fattoria Baldoni - Falconara Marittima



Trailer: Ding, Dong… Passport

LECTURE PERFORMANCE

Zeitdokument teatroZAPPAtheater

8. 11. 2019

Centro per la Cultura/ Kulturzentrum Meran